Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo

HOMEPAGESQUADRASOCIETA'SPONSORCALENDARIORISULTATICLASSIFICAGALLERIAPARTITEGUINNESS

Notizie

Il trio delle meraviglie
Con la nuova stagione il Brembate Basket CSI propone sulla panchina una grossa novità.

Dopo l'addio di coach Scioscia dopo anni di onorato servizio e ottimi risultati ottenuti, sulla panchina ci sarà un tridente di allenatori/giocatori.

In ordine di anzianità avremo Nicola Bocia Alessio , Stefano Ubi Scioscia e Luca Donadoni.
Avranno l'arduo compito di emulare le gesta del loro predecessore, portano almeno ai playoff la squadra (obbiettivo imposto dalla società).

Chissà se questo nuovo format porterà nuova vivacità e nuovi schemi di gioco in una squadra già affiatata e ormai stabile da anni.
Per il momento auguriamo ai nuovi allenatori buona fortuna, augurandoci che possano arrivare almeno a mangiare il panettone…
Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo

Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo
L'intervista al nostro coach!
1. Nome: Pierluigi

2. Cognome: Scioscia

3. Ruolo in società: Allenatore/giocatore CSI Open

4. Perché la passione per il Basket?
Ritengo che il basket sia uno degli sport più spettacolari, divertenti e coinvolgenti in assoluto. Ho iniziato a giocare a 12 anni: con alcuni amici facevamo dei grandi 1vs1 e in palio c’erano le figurine dei giocatori NBA... Alla fine ho fatto della pallacanestro (e dei valori che lo sport in generale è in grado di veicolare) una parte importante della mia professione.

5. Che traguardi pensi possa raggiungere la nostra squadra CSI in questa stagione?
Secondo/terzo posto nel girone e raggiungimento dei playoff. Al momento non credo che la nostra squadra abbia la "potenza di fuoco" necessaria per togliere a Calusco il primo posto: pronti a smentirmi, ragazzi??

6.Pensi che le rinunce o gli arrivi di nuovi giocatori possano mettere a rischio la stabilità della squadra o aumentarne le potenzialità?
Servirà un po’ di tempo per conoscersi e imparare a giocare insieme, ma in generale penso che la stabilità del gruppo non sia a rischio: questo è ormai un gruppo che si "autodifende", i cui valori sono chiari, precisi e condivisi e in cui tutti remano dalla stessa parte. Ottimo lavoro, davvero. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i giocatori e la dirigenza. Come scrivevo al nostro presidente alla fine della passata stagione, è forse il miglior gruppo che ho avuto la fortuna di seguire e vedere molti dei ragazzi che ho allenato nel corso degli anni ancora in palestra è davvero una cosa bellissima!

7. Allenatore a cui ti ispiri:
evitando riferimenti a figure famose (Popovic?), preferisco ricordare le persone "vere" che ho incontrato nel corso della mia carriera da allenatore e che mi hanno guidato e ispirato.. In primo luogo coach SIDAT: è stato lui a farmi provare per la prima volta il ruolo e a farmi "sentire" la passione necessaria per allenare in questo sport. In seguito ho conosciuto e collaborato con molti altri allenatori, ma restando nella nostra società, ricordo coach MANUEL ARRIGONI, il suo impegno e la sua costanza nel preparare ogni aspetto di partite e soprattutto negli allenamenti. Infine vorrei citare - nelle mie esperienze fuori dal Brembate Sopra Basket - coach FLAVIO TRANQUILLO (Urania Milano Basket, U19 FIP) e la sua straordinaria capacità comunicativa (basta sentire le sue telecronache!), il fatto di saper coinvolgere i ragazzi e di farli partecipare, non soltanto in termini tecnici ma anche emotivi...

8. Dopo queste partite iniziali come vedi il gruppo?
Il gruppo è fantastico: affiatato, unito e estremamente appassionato, coinvolto nel progetto. QUESTO è l’aspetto più importante, al di là dei discorsi tecnici e al di là dei risultati. Lo dimostriamo ad ogni allenamento, quando riusciamo a svolgere un buon lavoro pur essendo una ventina di persone in palestra!

9. Quale è il tuo credo cestistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Gioco di squadra veloce, aggressivo e con ritmo alto, fatto di pressione difensiva e di transizioni veloci verso il canestro avversario. Contro le difese schierate adoro il pick&roll e tutte le sue letture. Ma ripeto, al di là del sistema di gioco, ritengo fondamentale l’aspetto del divertimento e della passione, soprattutto nelle categorie come la nostra (decisamente non professionistica! :D). Non è realistico, secondo me, pensare che uno possa giocare bene se non si diverte in quello che sta facendo in campo!


10. Per un eventuale vittoria del campionato, pizzata offerta dalla società?
Togliere il titolo (dopo anni) a Treviglio? Beh, direi che ci starebbe!

11. Oltre a questo meraviglioso stupendo fantastico sport te ne interessano altri?
Come ho già detto prima, parte del mio lavoro come psicologo è usare lo sport per migliorare la vita di bambini e ragazzi. Quindi direi che, a parte il basket, un po’ tutti gli sport sono interessanti: il rugby, per esempio, e il suo concetto di "terzo tempo" (un po’ quello che facciamo noi dopo gli allenamenti, quando "si mangia"... :D), la disciplina e il controllo che le varie arti marziali possono dare... Onestamente, invece, ho perso un bel po’ di interesse per il mondo del calcio e per le sue "esasperazioni".

11. Ora puoi paragonare alcuni giocatori della nostra squadra con giocatori NBA (caratteristiche fisiche e di gioco)? E perché:
Preferisco lasciare i vari paragoni cestistici ai commenti del gruppo CSI, datemi una mano!

- Foresti Damiano: Tayshaun Prince (mi piace :D)
- Andrea Alessio: Blake Griffin (?)
- Stefano Scioscia: Russel Westbrook (?)
- Maurizio Aldegani: Nate Robinson (?)

ecc...
Io rimango sicuramente Allen Iverson (eheheh)

BUONA STAGIONE A TUTTI!! 1, 2, 3! STELLA!!!
Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo

Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo
L'intervista a Elvio Ronconi.
1. Nome: Elvio

2. Cognome: Roncoroni

3. Ruolo in società: Dirigente per CSI, Minibasket, U15 e Prima Squadra.

4. Perché la passione per il Basket?
Il primo pallone da basket l’ho toccato a 9 anni, quando ho iniziato a giocare nel Giemme di Ponte S. Pietro. Mi è subito sembrato uno sport bellissimo e io, che facevo il playmaker, ero il padrone del gioco.
Due anni dopo sono stato chiamato a giocare nella (allora) principale squadra di Bergamo che militava in serie C.
Ho esordito sulla panchina della serie C all’età di 16 anni, però la serie C di allora può essere paragonata per livello tecnico all’attuale Promozione.
Purtroppo, l’anno successivo, una brutta frattura alla caviglia mi ha bloccato e non sono più riuscito a raggiungere il livello precedente.
Però il livello di passione mi è rimasto e quando ho potuto avviare al basket i miei figli, mi sono inserito nell’attuale società.

5. Che traguardi pensi possa raggiungere la nostra squadra CSI in questa stagione?
Obiettivamente, la squadra è meno forte dello scorso anno: mancano i centimetri di Cape (ad inizio stagione) e di Guido; mancano anche i canestri di Davida Nava nella seconda parte del campionato.
Però, se riesce a mettere l’intensità necessaria, sono convinto possa arrivare ancora ai playoffs.
Ci spero tanto.

6.Pensi che le rinunce o gli arrivi di nuovi giocatori possano mettere a rischio la stabilità della squadra o aumentarne le potenzialità?
Dipende dai nuovi arrivi.
Questo è un team fantastico e affiatato e può accogliere chiunque.
Io però non voglio rovinarlo, per cui valuterò attentamente insieme al Coach se il nuovo giocatore si può inserire in questo contesto oppure se lo può rovinare.
Non mi interessa che sia forte; non mi interessa vincere il campionato; mi interessa un gruppo di atleti contento di far parte della squadra.

7. Dopo queste partite iniziali come vedi il gruppo?
C’è molta strada da fare: bisogna aumentare la velocità con cui gira la palla in attacco; bisogna difendere in modo più aggressivo; deve aumentare la percentuale al tiro; dobbiamo imparare a tenere la testa alta quando si palleggia, perdiamo tante occasioni di contropiede.

8. Quale è il tuo credo cestistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Difesa dura a tutto campo; raddoppi sul portatore di palla; contropiede ogni volta che sia possibile; zero palleggi e palla che gira veloce intorno e dentro l’area; ogni palleggio favorisce gli avversari; devo sapere 40 centesimi di secondo prima di ricevere la palla dove e a chi la passerò dopo i 5 centesimi di secondo che resterà nelle mie mani.
In altri termini, in 45 centesimi di secondo, ricevo e passo la palla.

9. Per un eventuale vittoria del campionato, pizzata offerta dalla società?
No: le difficoltà economiche per far giocare oltre 200 atleti sono enormi.

10. Oltre a questo meraviglioso stupendo fantastico sport te ne interessano altri?
Certo.
Ciclismo (tra i 2.500 e 3.000 km all’anno).
Vado qualche volta a sciare.
Sono stato un buon alpinista: sono stato istruttore della scuola di Roccia del CAI di Bergamo e ho scalato alcune delle vie più difficili delle Alpi.
Tutto questo quando ero giovane e bello.

11. Ora puoi paragonare alcuni giocatori della nostra squadra con giocatori NBA (caratteristiche fisiche e di gioco)? E perché:
In NBA sono poche le squadre che giocano bene e non la conosco tanto, però ci provo. In realtà devo molto ai suggerimenti di Luca Roncoroni.

- Sonzogni Luca: Shaquille O’Neal perché l’unica differenza è il colore della pelle.
- Scazzoli Davide: Mehmet Okur, per il look hollywoodiano e il range di tiro illimitato.
- Florio Alessandro: Kobe Bryant, quando era fermo per infortunio, intendo.
- Gotti Stefano: Ron Artest/Metta World Peace/Panda’s Friends, perchè tutti e due (anche se sembrano in sei) menano: mica da ridere.
- Aldegani Maurizio: Nate Robinson, perché l’altezza non è tutto.
- Sanfilippo Giovanni: Allen Iverson perché dovrebbero avere la stessa età.
- Scioscia Stefano: Gary Payton, due dei più grandi difensori della storia (e della preistoria).
- Macchi Enrico: Joakim Noah, perché avevano i capelli e la difesa simili, diviso due per l’altezza.
- Maestroni Matteo: Tracy McGrady, perché gli occhi spioventi sono una loro caratteristica. E tutti e due se la fanno addosso quando devono andare a canestro in penetrazione.
- Scioscia Pierluigi: Josè Calderon: li metti in campo insieme e chi li distingue? Stessa barba, stessa faccia, stesso livello di gioco. NO, quello forse no.
- Fabio Alborghetti: Mugsy Bogues per il ball handling, cioè sono bravi a far girare le palle.
Brembate Basket, C.S.I. Pallacanestro Bergamo
© 2021 C.S.I. Brembate Basket Realizzato da Damiano Foresti